IVI20
Un gioco/studio sui personaggi di questo decennio
Molti anni fa scrissi con Giorgio Dell’Arti un Catalogo dei Viventi (prima edizione nel 2006, seconda nel 2008, un’omonima rubrica sopravvisse su Panorama fino al 2010): conteneva migliaia di biografie, ma non soddisfaceva chi come me è sempre stato più attratto dai numeri che dalle parole (ho perfino una laurea in Economia Politica, presa alla Bocconi, che dal 2013 al 2019 ho usato per curare su Sportweek - il magazine della Gazzetta dello Sport - la rubrica di statistiche calcistiche Mettiamo in Ordine). I primi elenchi de IVI20 sono elaborati tramite un algoritmo nutrito dalla Prima Ora del Corriere della Sera (che si autodefinisce «senza tema di smentita, la prima newsletter italiana», «la newsletter italiana di gran lunga più letta» ecc.), ma poiché Ugo Ojetti diceva che «L’Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria» («dapprima l’avevo presa per una battuta. Poi mi accorsi invece che si trattava di una grande e purtroppo amara verità» commentava Indro Montanelli), ho deciso di allargare la ricerca fino alla nascita della Repubblica, nutrendo il secondo algoritmo con Diario d’Italia, 30 Anni della Nostra Storia, L’Italia del ’900, Storia d’Italia dal 1940 ad oggi, L’Europeo, Almanacco di Storia Illustrata, Patria, C’era una volta in Italia, Il libro dell’anno Treccani, il Catalogo ecc. (i tabelloni vengono aggiornati con il procedere dello scrutinio). Ispirata dalla Vertigine della lista di Umberto Eco e da Gli Anni di Annie Ernaux, l’opera è un tributo all’artista francese Christian Boltanski e al suo «percorso di ricerca che ha come motivo centrale la memoria, personale e collettiva» (e può darsi finirà col dar ragione all’Enrico Deaglio che, nell’introduzione alla sua «monumentale storia d’Italia», sentenzia che la “memoria condivisa”, «una delle espressioni più ipocrite, ma diventata popolare», «non c’è»).
massimo.parrini@thevi20.com
